Ma lo sapeva Ferrara…

15 luglio ore 17. Parto da casa, 30 km da Milano, per portare la mia bottiglia d'acqua sul sagrato del Duomo. Parcheggio in zona fiera e con i caldi mezzi raggiungo alle 18,15 la meta: lascio il mio litro e mezzo di acqua rocchetta - sì quella della salute! - recito un'avemaria dentro la basilica e ritorno a prendere i mezzi e la mia macchina. Non possono non notare che sul grande cartello pubblicitario all'Arengario troneggia un'enorme bottiglia d'acqua e mi domando se il grande Giuliano sapeva di questa felice coincidenza! Oggi non sono in duomo ma la mia bottiglia è lì, io ho un dolore alla mano per il peso portato che mi serve a ricordare Eluana e la sua utile vita e mi interrogo sul senso del soffrire, della cura, del limite, del bisogno di essere sempre e comunque nutrita e dissetata anche io da altri nei miei affetti, nei miei bisogni elementari, in tutto ciò che forma la trama della mia vita.